Tennis, ATP 500 Pechino e Tokyo: le vittorie a sorpresa di Basilashvili e Medvedev

Tennis, ATP 500 Pechino e Tokyo: le vittorie a sorpresa di Basilashvili e Medvedev

 

 

Nikoloz Basilashvili e Daniil Medvedev sono i vincitori degli ATP 500 di Pechino e Tokyo 2018. Due nomi non esattamente nuovi nel circuito, ma che non partivano con i favori del pronostico. In finale hanno avuto la meglio su due top player come Juan Martin del Potro e Kei Nishikori e anche i turni precedenti non sono stati facili per i due vincitori.

Due tornei che confermano una tendenza ormai consolidata nel circuito maschile: mentre i titoli Slam e in buona parte i Masters 1000 restano un circolo esclusivo per pochi campioni, nei 250 e anche nei 500 emergono sempre di più nuovi vincitori. Lo scorso fine settimana è stato il turno di Basilashvili e Medvedev, che con in punti conquistati hanno raggiunto il loro best ranking in carriera: il georgiano è numero 23 del mondo, il russo numero 22.

Basilashvili: la vittoria su del Potro per il secondo titolo in carriera

Nikoloz Basilashvili è una “vecchia” conoscenza del circuito ATP. Classe 1992, è divenuto professionista nel 2008 e fino a due anni fa non ha raggiunto risultati di rilievo. È solo nel 2016 che riesce a raggiungere la sua prima finale ATP (a Kitzbühel) e a entrare in top 100. Nel 2017 risale gradualmente il ranking e ottiene la seconda finale in carriera, a Memphis. Il 2018 è l’anno della svolta e arriva il suo primo titolo nell’ATP 500 di Amburgo, dove sconfigge in tre set l’argentino Leonardo Mayer.

Nella finale di Pechino si è trovato di fronte un connazionale di Mayer, il ben più titolato e pericoloso Juan Martin del Potro. L’argentino è il favorito della vigilia, ma arriva in campo visibilmente influenzato. E infatti cede il servizio dopo solo tre giochi, impotente al cospetto del dritto di Basilashvili. Il primo set si chiude sul punteggio di 6-4.

Nel secondo parziale del Potro cerca di restare aggrappato al match e si arriva così fino al 4-4. Ma nel game più delicato del secondo set la torre di Tandil sembra aver esaurito le energie e regala il break al georgiano. Basilashvili serve per il match e dopo aver sprecato il primo match point si aggrappa al servizio, chiude il secondo set per 6-4 e si aggiudica il torneo China Open 2018.
Basilashvili corona così la migliore stagione della sua carriera, con due titoli ATP (entrambi 500) e il best ranking (23). Ha conquistato il torneo di Pechino con un solo set perso (nel primo turno), avendo la meglio su giocatori come Jack Sock, Fernando Verdasco, Malek Jaziri, Kyle Edmund e un top 5 come Juan Martin del Potro. L’argentino può consolarsi con i 300 punti assegnati al finalista, che gli hanno garantito l’accesso alle ATP Finals di Londra.

Medvedev: come vincere un ATP 500 partendo dalle qualificazioni

Ci sono tre giovani russi: Rublev (1997), Khachanov (1996) e Medvedev (1996). Quest’ultimo è stato finora il meno “chiacchierato” dei tre, ma da questo fine settimana è sicuramente il più titolato e attualmente il più in alto in classifica. Nativo di Mosca (come Khachanov e Rublev) il giovane Daniil ha fatto il suo ingresso tra i professionisti nel 2014 e tra i tre giovani russi emergenti è sempre stato quello più in ombra. Forse anche per i suoi limiti caratteriali, che nei momenti cruciali lo lasciavano in balia della rabbia o dell’arrendevolezza. Dopo diversi alti e bassi, nel 2018 il lavoro del suo coach Gilles Cervara inizia a dare i frutti e arrivano i primi titoli: a Sidney e a Winston-Salem.

Sia dai tornei vinti, sia per il gioco espresso, è evidente che la superficie preferita da Daniil Medvedev è il cemento. Ma in pochi si sarebbero aspettati un feeling così forte con il cemento di Tokyo, considerando che il russo è dovuto partire dalle qualificazioni dove ha avuto la meglio sul giapponese Moriya e il bielorusso Gerasimov. Questi è l’unico ad essere riuscito a strappargli un set: se si escludono le qualificazioni, Daniil ha vinto tutti i match del torneo in due soli set: prima contro Schwartzman, poi contro Klizan, Raonic, Shapovalov e infine Nishikori.

Il giapponese, idolo di casa, era il favorito alla vigilia della finale. Nei match precedenti aveva dimostrato di aver recuperato un ottimo stato di forma e sembrava un ostacolo difficilmente sormontabile per il giovane russo. Il 22enne di Mosca è però molto centrato e riesce a strappare il servizio al nipponico già nel quarto game. Il break conquistato dà fiducia a Daniil, che da quel momento sembra inarrestabile e chiude il primo set sul punteggio di 6-2. La musica non cambia nel secondo parziale, con il russo che detta il ritmo degli scambi e il nipponico che cerca di rimanere attaccato al match. Ma nel game decisivo, sul 5-4, Nishikori perde il servizio e dopo solo un’ora di gioco si arrende e consegna il titolo a Medvedev.

Il giovane russo non solo ha vinto, ma ha anche convinto. Il suo terzo titolo in carriera lo proietta al 22esimo posto del ranking, ma sembra avere le carte in regola per puntare dritto alla top20.

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