La storia della Coppa Davis

La storia della Coppa Davis

Coppa-Davis

A poche ore dalle finali della Coppa Davis 2019, le prime con il nuovo formato, è tempo di ripercorrere la storia della maggior competizione tennistica mondiale per nazioni. Dalla nascita del torneo, passando per gli anni dei dilettanti a quelli dell’apertura al professionismo, queste sono le tappe che hanno reso l’evento uno dei più seguiti a livello globale.

La nascita del torneo

Alla fine del XIX secolo quattro studenti – tennisti di Harvard decisero di sfidare i coetanei britannici. A farsi promotore per cercare un accordo e una formula del torneo fu lo statunitense Dwight Filly Davis. Trovato il format giusto, fu lo stesso Davis a pagare di tasca propria l’insalatiera premio che sarebbe diventata in pochi anni il simbolo del tennis internazionale. Fu così che nel 1900, presso il Longwood Cricket Club di Boston si giocò la sfida USA vs Gran Bretagna che diede inizio alla storia della Coppa Davis. 5 anni dopo l’evento si aprì anche a Belgio, Austria, Francia e Australasia che comprendeva le odierne Australia e Nuova Zelanda.

Nel 1913 il cambio di nome: da International Lawn Tennis Challenge a Coppa Davis. Nei primi anni la formula prevedeva che la squadra detentrice del trofeo aspettasse in finale la vincente degli scontri a eliminazione diretta tra le varie partecipanti.

Dopo l’esplosione globale del tennis seguita al primo conflitto mondiale, la Coppa Davis diventò il più importante torneo internazionale, tanto da convincere gli organizzatori a dividere le varie nazioni in aree geografiche a partire dal 1923. Nel 1955, insieme alla zona Americana e a quella Europea venne introdotta anche la Zona Orientale, comprendenti i Paesi asiatici e Oceanici.

Il 1973: l’anno dell’apertura ai professionisti

L’arrivo nel 1968 del tennis open, aperto ai professionisti, modificò in maniera decisiva anche la struttura della Coppa Davis, fino al 1972 riservata ai dilettanti. Fu proprio dall’anno successivo che venne abbandonata la formula del Challenge Round in favore di un tabellone in cui tutte le squadre, campioni in carica compresi, si affrontano in turni a eliminazione diretta fino alla finale. Rimase nella storia la sfida del 1973 tra i dilettanti detentori dell’insalatiera americani Ashe, Smith, Gorman e Van Dillen e i professionisti australiani capitanati da Laver, Rosewall e Newcombe. Non ci fu storia con mister Grande Slam Laver che guidò i suoi a un clamoroso 5 a 0. L’edizione successiva venne invece vinta dal Sud Africa: per la prima volta la Coppa andava a una Nazione diversa da USA, Australia, Francia e Gran Bretagna. Negli anni successivi altri nove Paesi riuscirono a vincere l’insalatiera: Croazia, Germania, Italia, Repubblica Ceca, Russia, Serbia, Spagna, Svezia, Svizzera.

I record della Coppa Davis

In vetta all’albo d’oro della Coppa Davis con 32 successi ci sono gli Stati Uniti. Al secondo posto l’Australia a quota 28 e Francia e Inghilterra appaiate sul terzo gradino del podio con 10. Dietro le Nazioni che ospitano i tornei del Grande Slam troviamo la Svezia con 7 successi, la Spagna con 5, Repubblica Ceca e Germania a 3, Croazia e Russia a 2 e Argentina, Sud Africa, Serbia, Italia e Svizzera con 1. L’italiano Nicola Pietrangeli è il giocatore con il maggior numero di partite in Davis: 164 con 78 vittorie in singolare e 42 in doppio.

La nuova formula

La Coppa Davis 2019 si giocherà con una formula completamente rivista. Alle 12 nazionali che si sono guadagnate il pass per la fase finale vincendo il proprio turno di qualificazione, tra cui c’è anche l’Italia che con Fognini e Berrettini ha buone possibilità di far bene secondo le quote di SportPesa, si aggiungono le quattro semifinaliste dell’edizione 2018, Croazia, Spagna, Francia e Usa e le due wild card, Gran Bretagna e Argentina. Nuovo anche il format: le finali si giocano in un’unica sede e il torneo viene raccolto tutto nella settimana che va dal 18 al 24 novembre. Le vincitrici dei sei gironi da tre in cui sono state divise le partecipanti sfideranno le migliori seconde ai quarti di finale.

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