La partita di tennis più lunga della storia

Gli appassionati di tennis hanno ancora davanti agli occhi la finale di Wimbledon 2019 tra Djokovic e Federer, vinta dal serbo al quinto set dopo quasi cinque ore di gioco. È stata la finale di Wimbledon più lunga di sempre, indecisa fino all’ultimo, anche se i pronostici sul tennis di SportPesa erano leggermente a favore di Novak. In molti la considerano il match più bello del decennio, ma non è stata la partita più lunga di sempre.

Rimanendo tra le finali slam, ad essere durato più a lungo è l’incontro tra Djokovic e Nadal nell’ultimo atto dell’Australian Open 2012: 5 ore e 53 minuti, contro le 4 ore e 57 minuti di Wimbledon 2019. Ma se 5/6 ore vi sembrano tante,  non sono niente a confronto con la partita di tennis più lunga della storia. Il palcoscenico fu il campo 18 di Wimbledon, mentre i giocatori scesi in campo portavano i nomi di John Isner e Nicolas Mahut. Un americano e un francese a Londra, che nell’estate del 2010 si sfidarono al primo turno del più prestigioso tra gli slam e che riuscirono a terminare il match dopo 11 ore e 5 minuti di gioco.

Il match di tennis più lungo di sempre

Nel giugno del 2010 John Isner era una giovane promessa del tennis americano e aveva appena raggiunto il suo best ranking (numero 19 al mondo). Nicolas Mahut navigava invece intorno alla posizione numero 148 e poté accedere al primo turno di Wimbledon dopo aver superato le qualificazioni.

Era il 22 giugno e il match iniziò alla 18:18. I primi due set volarono via veloci, come spesso accade sulle superfici rapide di Wimbledon, con il primo parziale conquistato dall’americano (6-4) e il secondo dal francese (6-3). Il terzo e il quarto set furono più combattuti e finirono entrambi al tie-break: 7-6(7) per il francese nel terzo parziale, 7-6(3) per l’americano nel quarto. Con i due tie-break il match si era allungato e venne sospeso alle 21:03 per la troppa oscurità in campo.

Il gioco riprese il 23 giugno alle 14:07 e se fino a quel momento era stato un match qualsiasi, in seguito le cose andarono in maniera totalmente diversa. All’epoca Wimbledon prevedeva la regola per cui il quinto set se lo aggiudicava il giocatore ad aver vinto due game in più e nel caso di Isner e Mahut, una volta superato il 6-6, nessuno dei due riusciva a prevalere. Nonostante i quattro match point a favore dell’americano, la situazione non si sbloccava e alle 21:10 del 23 giugno la partita – già la più lunga di sempre − fu di nuovo sospesa per oscurità con il quinto set sul 59 pari.

Mahut e Isner, fisicamente e psicologicamente provati, ripresero a giocare alle 15:42 del 24 giugno. L’equilibrio continuò fino al 69-68, quando Isner con un passante riuscì a convertire il suo quinto match point e a vincere la partita di tennis più lunga della storia.

Un record imbattibile

Wimbledon è stato l’ultimo torneo a mantenere la tradizione del quinto set a oltranza, ma nell’ottobre del 2018 è stata introdotta una regola che ha posto fine alle maratone. Da allora, nel quinto set si prosegue fino al 12-12, punteggio oltre il quale c’è il tie break, come è successo nella finale 2019 tra Federer e Djokovic.

Nessuno potrà pertanto superare il record di Isner e Mahut, celebrato da una targa nel campo 18 di Wimbledon, a memoria del match terminato con il punteggio di 6-4 3-6 6-7 7-6 70-68, dopo 11 ore e 5 minuti di gioco.


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