Khachanov batte Djokovic e vince il Rolex Paris Masters 2018

Khachanov batte Djokovic e vince il Rolex Paris Masters 2018

Il Rolex Paris Masters incorona un nuovo vincitore per il secondo anno consecutivo. Karen Khachanov succede a Jack Sock, vincitore dell’edizione 2017, ma a differenza dell’americano in finale non ha la meglio su un outsider. La vittoria del 22enne di Mosca arriva infatti al cospetto di Novak Djokovic, attuale dominatore del circuito ATP.

Alla vigilia del match i pronostici erano naturalmente a favore del serbo, nonostante arrivasse da due turni giocati in tre set, di cui una semifinale estenuante contro Roger Federer; il russo invece aveva vinto in due rapidi set sia ai quarti sia in semifinale. Alla fine dell’incontro entrambi possono festeggiare: a Karen il primo Masters 1000 in carriera, a Novak il primo posto nel Ranking ATP.

Il match

Djokovic ha una partenza turbo e dopo aver mantenuto agevolmente il proprio turno di battuta costringe il russo ai vantaggi, senza però ottenere il break. Nole vola sul 2-1, spinge sull’acceleratore e nel turno successivo ottiene il break, che gli vale il 3-1. Visto come sono andati i primi quattro game, con il serbo in pieno controllo e il russo in difficoltà nei suoi turni di battuta, sembra di essere davanti al solito copione, con Robonole che mette il pilota automatico fino alla fine del match. Ma stavolta non è andata così.
Nel quinto game Djokovic cede subito la battuta e il match prende una piega completamente diversa. In questi casi di solito è il serbo ad alzare il livello, ma stavolta è il 22enne di Mosca a prendere in mano i giochi. Il suo tennis cresce di intensità e torna a essere forte in risposta, come ha dimostrato nel corso del torneo; vince alcuni scambi molto intensi e sul cinque pari rompe di nuovo gli equilibri della partita: siamo sul 30/40 con il serbo al servizio, ma in risposta Khachanov inanella una serie incredibile di recuperi alla Djokovic sui quali Nole alla fine capitola. Karen sale sul 6-5, vince il game in battuta e si aggiudica il primo set per 7-5.
Nel secondo set continua il dominio del russo. Nel terzo game arriva il break a favore di Khachanov, che riesce a mantenerlo fino alla fine del match. Il punteggio finale è di 7-5 6-4 e in un’ora e 39 minuti il moscovita vince il suo primo Masters 1000.

I numeri della finale

Prima dell’inizio della finale tutte le attenzioni erano per Novak Djokovic, numero uno in pectore che puntava a mettere in bacheca il suo 33esimo Masters 1000 e raggiungere così il record di Nadal; arrivava inoltre da una striscia di positiva di 22 match vinti consecutivamente.
Conquistando il titolo di Parigi, Khachanov porta a 12 le sue vittorie consecutive e mette in bacheca il suo quarto titolo ATP (su quattro finali), terzo dell’anno (aveva vinto anche a Mosca e Marsiglia).
La vittoria di Khachanov riporta definitivamente la Russia nella mappa del grande tennis. Gli permette di raggiungere l’undicesima posizione nella classifica ATP (suo best ranking), immediatamente al ridosso della top ten. Riporta in Russia un titolo Masters 1000, che mancava dalla vittoria di Nikolay Davydenko a Shanghai nel 2009.
Khachanov non è l’unico russo a essersi messo in mostra nel corso della stagione. Il connazionale Daniil Medvedev ha vinto tre titoli ATP nel 2018 (l’ultimo è l’ATP 500 di Tokyo) e ha scalato il ranking fino alla 16esima posizione.
La Russia ha così due giocatori nati nel 1996 in top 20 e un altro giovane prospetto, Andrey Rublev (1997), che sta giocando le Next Gen ATP Finals e che in assenza di infortuni potrà fare grandi cose il prossimo anno.

Djokovic, Khachanov e le ATP Finals di Londra

Smaltita la delusione per la finale persa, per Djokovic è già tempo di pensare alle Nitto ATP Finals, dove vi arriva come prima testa di serie e numero uno del mondo, deciso a vincere il suo sesto titolo e raggiungere il record di Roger Federer.
Alle Finals di Londra accedono i primi otto del ranking, ma i forfeit di Rafael Nadal e Juan Martin del Potro hanno aperto le porte del torneo londinese anche a Karen Khachanov, che vi accede come riserva insieme a un altro 1996, il croato Borna Coric.
Con Alexander Zverev tra i “magnifici otto” di Londra, Khachanov e Coric tra le riserve, Medvedev e Tsitsipas (1998) in top 20, si prospetta un 2019 in cui i giovani potrebbero riservare molte sorprese.

Share this:



18+

You must be 18 years of age to register and to place a bet. The company reserves the right to ask for proof of age from any customer and the customer accounts may be suspended until satisfactory proof of age is provided.

OK

NOTICE

Please log in or register to view the game tables

OK

ERROR

Invalid Username or Password
Forgot Password?

OK