Juventus: finisce l’era Allegri. Ed è già partito il casting per la panchina bianconera

Juventus: finisce l’era Allegri. Ed è già partito il casting per la panchina bianconera

“Massimiliano Allegri non siederà sulla panchina della Juventus nella prossima stagione 2019/2020”. Con queste parole affidate a un comunicato stampa la dirigenza della Juventus ha chiuso una delle ere più vincenti della sua storia. A nulla sono serviti due giorni di incontri per pianificare il nuovo piano sportivo e programmare le prossime stagioni. Il tecnico livornese se ne va dopo 5 scudetti consecutivi, 4 Coppe Italia, due Supercoppe Italiane e due finali di Champions raggiunte.

I motivi della rottura

Pochi minuti dopo la notizia ufficiale sono iniziate le ipotesi sui motivi che hanno portato alla rottura. E sono molti. Il primo nodo è stato quello relativo al contratto. Il tecnico livornese, in scadenza nel 2020, avrebbe chiesto alla dirigenza un prolungamento biennale dell’accordo e un sostanzioso ritocco dell’ingaggio per guadagnare quanto i migliori tecnici europei. In alternativa sarebbe stato disposto ad arrivare a scadenza. Un’idea che la Juventus non ha accettato.

Molte divergenze anche in merito alla direzione tecnica da dare alla squadra. Allegri si è presentato al vertice con Agnelli convinto che la rosa avrebbe bisogno di un profondo rinnovamento per proseguire il dominio in Italia e tentare l’ennesimo assalto alla Champions. Una visione che ha trovato l’opposizione di Nedved e Paratici, secondo cui la squadra può essere migliorata solo con pochi innesti mirati.

Ma forse il fattore scatenante è stato il rapporto del mister labronico con tutto l’ambiente Juventus. Mai veramente apprezzato da una parte della tifoseria, nonostante l’incredibile serie di successi, Allegri si è sentito abbandonato anche dalla dirigenza dopo la brutta sconfitta negli ottavi di Champions contro l’Atletico. A questo vanno aggiunte le eccessive pressioni arrivate per vincere la “Coppa dalle grandi orecchie”, diventate ancora più forti dopo l’ingaggio di Cristiano Ronaldo. Tutti elementi che hanno contribuito alla tensione creatasi negli ultimi mesi e che hanno messo la parola fine a uno dei periodi più vincenti della storia della Vecchia Signora.

Ora per il tecnico livornese si prospettano due strade: quella dell’anno sabbatico o quella dell’esperienza estera, con il Manchester United come destinazione più che gradita.

Il dopo Allegri: si allarga la lista dei pretendenti

Come da aspettative è già scattato il toto-nomi per la panchina più ambita (e forse più “pesante”) d’Italia. Proviamo a capire le chance di chi è in corsa. Tra le piste più facili da percorrere ci sono quelle che portano a Sinisa Mihajlovic, Simone Inzaghi ed Eusebio di Francesco. Il primo è reduce da una seconda parte di stagione ottima con il Bologna ma non ha mai vissuto da tecnico le pressioni di una piazza che pretende campionati e coppe. Il secondo ha appena vinto la Coppa Italia con la Lazio, è un giovane emergente, e già da qualche stagione si parla di lui come successore di Allegri. Di Francesco è stato esonerato dalla Roma ma ha dimostrato di saper lavorare bene con i giovani e ha portato i giallorossi in semifinale di Champions.

Molto più difficile arrivare a Maurizio Sarri. L’ex allenatore del Napoli si sta giocando l’Europa League con il Chelsea e nonostante le difficoltà del suo primo anno inglese non sembra intenzionato a tornare in Italia così presto.

Due i sogni della dirigenza e dell’intero popolo bianconero: Jurgen Klopp e Pep Guardiola. Il primo si giocherà la Champions contro il Tottenham ed è uno dei migliori tecnici d’Europa ma costa tantissimo e porterà con sé importanti richieste per il mercato. Le stesse pretese dell’allenatore del Manchester City, fresco del secondo titolo inglese consecutivo e pronto a chiedere molti giocatori funzionali alla sua idea di gioco. Restando alle piste straniere, il terzo nome che circola è quello di Mauricio Pochettino, argentino che ha portato gli Spurs alla prima storica finale di Champions. Chiederebbe meno in termini di giocatori ma spaventa la richiesta di ingaggio intorno ai 20 milioni di euro all’anno.

Non vanno esclusi anche i nomi di tre profili che hanno fatto la storia del club, sia in panchina che in campo. Il primo è quello di Antonio Conte. Chiuso l’anno sabbatico, l’allenatore dei titoli dell’era pre-Allegri non ha escluso il ritorno, sarebbe gradito alla piazza, ma sembra più propenso ad accettare la corte dell’Inter. Molto complicata anche la pista che porta a Didier Deschamps, il mister che ha riportato la Juve in Serie A. Sono molti anni che non allena un club, ma resta pur sempre l’allenatore Campione del Mondo con la Francia. Nelle ultime ore è circolato anche il nome di Zinedine Zidane, tornato al Real Madrid dopo un periodo di stop. Difficile che rompa ancora con il presidente Perez, ma i bianconeri sono alla finestra.

L’ultima indiscrezione è una sorpresa e porta il nome di Roberto De Zerbi. A lanciare la notizia il giornalista Fabio Caressa. L’attuale guida tecnica del Sassuolo è uno dei nomi emergenti del panorama italiano, ha dato ai neroverdi un gioco moderno e spettacolare ma non ha mai allenato una big. Che sia questa la sua prima grande chance?

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