Internazionali d’Italia 2019: Nadal re di Roma per la nona volta

Internazionali d’Italia 2019: Nadal re di Roma per la nona volta

Nadal campione per la nona volta in carriera

Era strano che un giocatore vincente come Rafa Nadal non avesse ancora messo in bacheca nemmeno un titolo nel 2019, soprattutto dopo aver già giocato vari tornei sull’amata terra battuta. Il digiuno si è interrotto agli Internazionali d’Italia, dove nella sempre suggestiva cornice del Foro Italico il tennista maiorchino si è imposto in finale contro Novak Djokovic, con il punteggio di 6-0 4-6 6-1.

La partita è stata altalenante: un primo set di dominio assoluto per Nadal che rifila un bagel al tennista serbo in modo piuttosto rapido. Nel secondo set Djokovic si riattiva e con una prestazione caparbia riesce a brekkare Nadal e a salvare le palle break a sfavore portando a casa la frazione con il punteggio di 6-4. Nulla da fare però per Nole nel terzo set, dove un Nadal probabilmente più fresco riesce ad avere la meglio con il punteggio di 6-1.

I numeri della finale

Per gli amanti delle statistiche con questa vittoria Nadal raggiunge il considerevole primato di 34 titoli Masters 1000 vinti in carriera, uno più di Djokovic che lo aveva raggiunto appena la settimana scorsa vincendo a Madrid. Siamo certi però che questi numeri già adesso straordinari sono destinati ad aumentare ancora nei prossimi anni; vedremo chi la spunterà alla fine delle rispettive carriere.

Per quanto riguarda gli scontri diretti tra questi due tennisti Djokovic resta in vantaggio con 28 vittorie contro 26. Se guardiamo però solo ai risultati ottenuti su terra battuta la classifica si inverte ed è Nadal a condurre con un parziale di 17 a 7.

Questa finale conferma due cose: che la condizione di Nadal su terra rossa è salita e sicuramente il tennista di Manacor si farà trovare pronto per il Roland Garros per provare ancora una volta a rinnovare il suo dominio nello slam su terra battuta. Stesso discorso vale per Djokovic che sicuramente tenterà di ripetere l’impresa di vincere 4 slam consecutivi e che come biglietto di visita ha l’aver raggiunto la finale dei due 1000 precedenti al Roland Garros, vincendone una.

Roma e la pioggia

Il torneo di Roma quest’anno ha avuto qualche problema per la pioggia (di solito non molto abbondante in questo periodo a Roma) che ha costretto gli organizzatori a saltare una giornata intera e a programmare quasi per tutti i tennisti due partite in un giorno. Alcuni, come Fognini e Thiem se ne sono molto lamentati, anche con parole piuttosto forti. Da anni si parla di dotare almeno il campo centrale di una copertura mobile, per potersi mettere al riparo dalle intemperie e poter evitare così troppi stravolgimenti al programma, specialmente per i match più importanti. Roma vanta una delle location più belle tra tutti i tornei di tennis del mondo, merita anche delle strutture all’avanguardia; anche perché ogni tanto si parla di inserire tra la lista dei Masters 1000 uno su erba, che probabilmente sarebbe Halle, e non avere uno stadio con copertura potrebbe non giocare a favore nel momento di scegliere il 1000 da declassare.

Il torneo di Federer e degli italiani

Nel torneo si è rivisto finalmente Roger Federer, dopo anni di assenza. Il tennista svizzero è stato autore di buone prestazioni, anche se dopo aver giocato due partite in una unica giornata causa pioggia (come quasi tutti del resto) ha scelto precauzionalmente di ritirarsi per evitare problemi fisici e non compromettere la sua partecipazione al Roland Garros in programma a breve.

Pochi acuti per gli italiani presenti in tabellone: continua il declino nel ranking ATP di Cecchinato, che supera un turno contro De Minaur, ma si fa eliminare subito dopo da Kohlschreiber. Per il tennista siciliano ora resta l’ultima spiaggia del Roland Garros per confermare i punti pesanti dello scorso anno, pena una discesa importante in classifica mondiale. Buon torneo per Berrettini, che si ferma agli ottavi fermato da uno Schwartzman in formato deluxe, e per Fognini, anche lui fermato agli ottavi dal greco Tsitsipas. Da segnalare la prima volta in main draw del nostro giovane più promettente, Jannik Sinner, che a soli 17 anni, grazie anche a un sorteggio benevolo, supera il primo turno con una bella vittoria contro l’americano Steve Johnson, per fermarsi poi contro un ostacolo oggettivamente troppo difficile, il top ten Tsitsipas. Nulla da fare per Seppi, Sonego e Basso che non superano il primo turno.

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