Il Real potrebbe pagare il prezzo di un allenatore non all’altezza

Il Real potrebbe pagare il prezzo di un allenatore non all’altezza

Zinedine Zidane ha annunciato da ormai qualche settimana le sue dimissioni. I Blancos stanno cercando un rimpiazzo ma si teme che il possibile rimpiazzo possa non essere all’altezza dell’incarico.

Il candidato ideale di Florentino Perez era Mauricio Pochettino e questa almeno per qualche tempo è stata la sua scelta. Del resto il suo Tottenham la scorsa stagione ha impressionato anche allo stadio Bernabeu. Resta il fatto che la decisione improvvisa di Zidane ha colto tutti di sorpresa.

Da un lato il sogno di Pochettino di allenare il Real Madrid, dall’altro il presidente Perez stesso che da lungo tempo pianificava l’inserimento del coach argentino una volta che la panchina si fosse resa vacante. Ma sia Pochettino che Perez avevano fatto i conti senza Zinedine Zidane.

L’inattesa decisione di Zidane ha scombinato tutto. Pochettino ha infatti già rinnovato il contratto, particolarmente appetitoso (in termini economici) con il club londinese. E questo ha reso virtualmente impossibile qualunque tipo di accordo con il patron del Tottenham, Daniel Lewis. E’ così sfumata la prima scelta dei Blancos.

Le due alternative che si sono presentate prendono il nome di Antonio Conte e Jurgen Klopp, entrambi casi piuttosto difficili da sbrogliare.
Conte è ancora sotto contratto con il Chelsea e la rescissione costerebbe al Real una penale di 15milioni di sterline. A questo si aggiunge la reputazione da duro del coach italiano che mal si integrerebbe con un team di giocatori non proprio avvezzi a farsi comandare. Provate voi a convincere campioni che hanno vinto quattro delle ultime cinque Champions League a cambiare schema di gioco o intensificare i loro allenamenti.

Klopp dal canto suo gode dei successi ottenuti in Champions League con il Borussia Dortmund e il Liverpool. Squadre che nonostante il budget inferiore a quello degli avversari hanno raggiunto la finale della massima competizione continentale. Ma anche la pista Klopp sembra molto complicata. Il suo lavoro ad Anfield è già iniziato: la squadra è in ritiro e la campagna acquisti estiva del Liverpool è decollata con i già annunciati Naby Keita e Fabinho.

Questo clima di incertezza da panchina vacante ha generato parecchia confusione tra i supporter dei Blancos. L’indice di gradimento nei confronti di Perez non è proprio altissimo e la pazienza dei tifosi sta venendo meno. Difficile digerire l’impossibilità da parte del Real di scegliere tra i migliori allenatori in circolazione, ma a meno di inaspettati sviluppi, questa è l’amara verità.

Con i mondiali ormai alle porte c’è bisogno di trovare un allenatore al più presto. La preparazione estiva è sospesa e quando il torneo sarà finito i Blancos dovranno procedere a ritmo serrato. L’ urgenza ha spinto Perez a cercare soluzioni alternative. Guti e Michel potrebbero essere i nomi che fanno al caso suo.

Entrambi hanno un passato da giocatori nelle file del Real e questo è un buon biglietto d’ingresso per accedere allo spogliatoio dei campioni d’Europa, oltre a rendere la transizione con Zidane più digeribile per i giocatori.

Guti gioca in casa e conosce bene le strategie dei Blancos visto che dirige i giovani dell’under 19. Ma Perez avrà davvero intenzione di mettere Guti a capo della prima squadra col rischio di vederlo fallire? Le voci di mercato che lo vedono legato alla panchina degli scozzesi del St. Mirren confermano la sua intenzione di allenare non solo squadre giovanili, eppure a Madrid viene visto più come un investimento a lungo termine che come una risposta immediata. Lo stesso Zidane doveva essere l’allenatore che avrebbe permesso questo passaggio di consegne: prima della sua rinuncia, ovviamente.

Dal canto suo Michel ha tutta l’esperienza di cui il Real necessita anche se… le ultime stagioni con Marsiglia e Malaga si sono rivelate una grossa delusione, dopo i successi ottenuti con l’Olympiakos.

La situazione in cui si è venuto a trovare a Marsiglia era piuttosto caotica, inevitabile arrivare a liti e discussioni, ma dopo il fallimento al Malaga, retrocesso in Segunda Division, le quotazioni di Michel sono precipitate.

Il rischio per il Real sta quindi nell’affidarsi al candidato sbagliato, con in più l’impazienza di Gareth Bale e Cristiano Ronaldo pronti ad esplorare tutte le possibilità di un futuro calcistico lontano da Madrid.

Il successo ottenuto nell’ultima Champions League non cancella la sensazione che in casa dei Blancos ci sia davvero bisogno di rinnovamento. Il terzo posto e le scarse performance nella Liga non hanno contribuito a dissipare questa sensazione, anzi l’amara sconfitta in casa nel clàsico con il Barcellona, poco prima di Natale, ha contribuito a rendere la situazione ancora più pesante.

Ronaldo ha trovato la sua forma migliore solo a partire dalla seconda metà della stagione, mentre Karim Benzema è stato discontinuo. Ciò che conta adesso per il Real è cominciare a prepararsi per il futuro e tenere il gruppo unito e in forma.

Comunque vada, il nuovo allenatore si troverà di fronte a uno scenario in cui Perez sarà pronto a fare aggiunte alla squadra e ad autorizzare vendite. Rafa Benitez approdò al Real Madrid nel 2015 in circostanze simili, per rimpiazzare Ancelotti. Il risultato fu un fallimento rapido che aprì la strada a Zidane.

Nonostante l’ex ct del Liverpool fosse arrivato a Madrid con una reputazione da tattico raffinato, non è mai riuscito a catturare l’ego dei giocatori del Real e alla fine di dicembre negli spogliatoi si respirava aria di aperta rivolta. Ingaggiare un allenatore incapace di stabilire una relazione con i giocatori e di conquistarsi il loro rispetto significherebbe ripetere errori già commessi in passato.

Questione allenatore da risolvere al più presto dunque, con il Barcellona che sta diventando sempre più forte e con i club inglesi che proseguono con colpi di calciomercato. È fondamentale che il Real non faccia passi falsi, a meno che non voglia uscire dal ristretto club delle squadre più forti d’Europa.

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