Il futuro di Gareth Bale non è legato al prolungamento del contratto ma il Real Madrid continua a tenerlo sulle spine

Il futuro di Gareth Bale non è legato al prolungamento del contratto ma il Real Madrid continua a tenerlo sulle spine

Gareth Bale Real Madrid

Di Chris Winterburn

Mentre domenica scorsa Marcelo e Sergio Ramos aprivano i festeggiamenti per la conquista della tredicesima Champions League del Real Madrid allo Stadio Santiago Bernabeu, qualcun altro stava nell’ombra, come il più timido di una comitiva.

Per assurdo, stiamo parlando della star della partita di Kiev: Gareth Bale. L’attaccante ha segnato due goal decisivi nel 3 a 1 dei Blancos contro il Liverpool, il primo dei due goal è tra i più belli realizzati in questa edizione della Champions League.

Invece di omaggiare il gallese, giocatori e tifosi si sono uniti ai cori di “Cristiano, rimani” mentre Bale sedeva in disparte, non sembrando affatto la star dello show.

Questo è il nocciolo del problema. Ronaldo è l’icona calcistica di questo Real ed ha tenuto a galla la squadra per buona parte della stagione. In contrasto, dire che Bale abbia disputato una stagione ad altissimo livello, non sarebbe corretto. Tuttavia il giocatore resta il secondo marcatore di questa annata, nonostante il poco spazio a lui concesso da Zinedine Zidane.

Il problema dell’attaccante gallese non è soltanto non essere la prima scelta sul campo. Il vero problema è non esserlo nemmeno per i vertici della squadra. Nonostante l’ex ala del Tottenham Hotspur abbia reso possibile la vittoria del Real sulla squadra di Jurgen Klopp, i suoi commenti sulla necessità di giocare ogni settimana sono passati in secondo piano rispetto alle dichiarazioni post gara di Ronaldo.

Non sorprende quindi che Lunedì, Jorge Mendes, fosse già a Madrid per tentare di sedare il caos scatenato da tali dichiarazioni; intanto Jonathan Barnett, procuratore di Bale, deve pazientemente aspettare il suo turno.

Anche una vicenda del genere contribuisce ad evidenziare la sensazione di isolamento e la mancanza di rispetto di cui Bale si sente vittima. Il gallese è un giocatore di livello mondiale al culmine delle sue potenzialità, eppure nessuno batte ciglio quando viene lasciato in panchina per la seconda finale di Champions League consecutiva.

Le scelte tecniche di Zidane possono comunque essere tecnicamente giustificate, viste le prestazioni di Isco, spesso preferito all’ ex Spurs e visti i risultati ottenuti nelle ultime tre stagioni. E’ ormai chiaro però, che Il 28enne non vuole più essere semplicemente una riserva.

“Ho bisogno di giocare con continuità, cosa che non è successa in questa stagione”, ha spiegato in un’intervista a BT Sport. Ed ha aggiunto: “Quest’estate dovrò discutere della situazione con il mio agente.”

Il problema principale di Bale è il tempo speso in campo; non chiede un aumento di stipendio o un prolungamento di contratto e probabilmente li rifiuterà non appena il suo agente, Barnett, si incontrerà con Florentino Perez.

Il suo è stato senza dubbio un trasferimento da primato mondiale ed il periodo trascorso con il Real Madrid è coinciso con un successo incredibile per la squadra, nonostante ciò, rimane la sensazione che il gallese non sia stato parte determinante di tali successi. Il tutto ha del paradossale, considerando che dopo le sue imprese in Ucraina, salgono a tre i goal segnati in una finale di Champions League, tutti decisivi per la vittoria.

Ora bisogna capire se è il momento di andare avanti o di tornare in Premier League, probabilmente l’unico campionato che ha squadre in grado di finanziare un suo trasferimento. È probabile che il Paris Saint-Germain debba affrontare questioni di Fair Play finanziario che renderebbero difficile un accordo di questa portata, altrettanto complicato sembra uno spostamento al Bayern Monaco.

La nuova guida tecnica del Real Madrid concederà al gallese maggior spazio nella prossima stagione? Gli infortuni lo hanno rallentato nei suoi ultimi anni in Spagna e gli hanno fatto perdere il posto agli inizi della stagione 2016/17 mentre la stagione in corso stava per chiudersi in quasi totale anonimato.

Seppur Bale non abbia chiaramente lanciato un ultimatum, le sue ultime uscite si distaccano evidentemente dalle dichiarazioni rilasciate precedentemente, in cui sosteneva di essere soddisfatto del suo trasferimento a Madrid e di non pensare affatto al suo futuro. L’estate del 2018 dipingerà con molta più chiarezza il futuro di Gareth Bale, che probabilmente sarà lontano dal Bernabeu.

Il Real Madrid intanto cerca rinforzi; è stato addirittura discusso un possibile arrivo di Neymar appena dopo gli screzi e i malumori nello spogliatoio del PSG dello scorso Dicembre, ma al di là del reparto offensivo, pare che il rinnovamento riguarderà un po’ tutta la squadra.

Vinicius Junior, che arriverà nell’estate del 2019, sta lentamente iniziando a illuminare le competizioni nazionali del Brasile quasi come Neymar fece al Santos. Anche Eden Hazard è un giocatore sotto osservazione.

Los Blancos hanno bisogno di vendere per finanziare tali mosse e questa è la realtà di quasi ogni singola squadra che non abbia sede a Parigi o Manchester, detto ciò, la situazione finanziaria del Real sembra essere abbastanza rosea.  In questo contesto la posizione di Bale è cruciale, viste le quotazioni di mercato del gallese, comunque altissime.

Il Manchester United ha cose più preoccupanti a cui pensare, ma non si può escludere del tutto un trasferimento con Bale, la più grande star che Ed Woodward abbia voluto con sé da quando ha iniziato a lavorare come amministratore delegato del club.

Il risultato dell’incontro di Barnett ci dirà molto. Il 2018 potrebbe effettivamente essere l’anno in cui Bale tornerà in Premier League.

Questo potrebbe anche non accadere, ma l’unica cosa certa è che non si tratta di uno stratagemma del gallese per ottenere un nuovo contratto. Il Real Madrid deve davvero procedere con cautela.

Le opinioni presenti all’interno di questo articolo sono dell’autore e non corrispondono necessariamente a quelle di SportPesa.

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