Gp Ungheria 2018: la Ferrari a caccia del riscatto

Gp Ungheria 2018: la Ferrari a caccia del riscatto

 

Neanche il tempo di spegnere i motori dopo il Gran Premio di Germania e il circus della Formula 1 si prepara all’ultimo appuntamento dell’estenuante estate 2018, giunta alla quinta gara in 40 giorni. Si correrà il weekend del 27-29 luglio sullo storico circuito dell’Hungaroring il Gp di Ungheria, dodicesima prova di questo avvincente Mondiale.

La Ferrari affronterà la gara con la voglia di riscattare la beffa patita a Hockenheim. Un Gp, quello tedesco, in cui tutto lasciava pensare a una doppietta Rossa e che si è concluso invece con un solo terzo posto di Raikkonen e con Vettel ritirato dopo aver urtato le barriere. C’è bisogno di far punti per non lasciar scappare Lewis Hamilton, vincitore in Germania dopo una rimonta spettacolare, e per continuare a credere nel titolo mondiale.

L’Hungaroring dovrebbe essere una pista amica per le Rosse, capaci lo scorso anno di occupare i primi due gradini del podio. Le rivali saranno ancora una volta le due Mercedes, ma attenzione a non sottovalutare il terzo incomodo che porta il nome di Red Bull. Il circuito ungherese è molto simile a quello di Montecarlo, pista su cui Ricciardo e Verstappen hanno dominato quest’anno. Domenica 29 ne vedremo delle belle.

Gp Ungheria: il programma

Venerdì 27 luglio
ore 10.00-11.30 – Prove libere 1
ore 14.00-15.30 – Prove libere 2

Sabato 28 luglio
ore 11.00-12.00 – Prove libere 3
ore 14.00 – Qualifiche

Domenica 29 luglio
ore 15.10 – Gara

Il Circuito

Presente dal 1986 in calendario, l’Hungaroring è uno dei circuiti classici della Formula 1 moderna. Il tracciato è estremamente tortuoso e presenta un costante alternarsi di curve a media e bassa velocità di percorrenza. Per tutti i 70 giri dell’edizione 2018 sarà fondamentale il carico aerodinamico e con esso la trazione necessaria ad affrontare i continui cambi di direzione.

Importante sarà anche generare grip meccanico: sulla pista ungherese si gira poco durante l’anno e le prime sessioni di prove libere potrebbero essere caratterizzate da errori da parte dei piloti alla ricerca della migliore aderenza. Un’ulteriore incognita sarà quella della temperatura dell’asfalto, spesso elevatissima nel luglio magiaro. Per questo motivo Pirelli non porterà le mescole più morbide e riproporrà ancora una volta le opzioni medie, soft e ultrasoft.

L’Hungaroring misura 4,381 Km e il record della pista è ancora l’1’19″071 realizzato nel 2004 da Michael Schumacher con la sua Ferrari F2004. Il pilota con il maggior numero di successi, 5, è l’attuale Campione del Mondo in carica Lewis Hamilton. La scuderia più vincente è invece la McLaren, capace di trionfare per ben 11 volte in terra magiara. 

Gp Ungheria 2017: la doppietta Ferrari

Lo scorso anno fu trionfo Ferrari con Sebastian Vettel al primo posto e Kimi Raikkonen al secondo. Un trionfo epico, quello del tedesco, che conquistò la vittoria nonostante i problemi allo sterzo arrivati da metà gara in poi. In Ungheria fu encomiabile anche la prova del finlandese, capace di resistere alla rimonta furiosa di Lewis Hamilton e di coprire le spalle al proprio capitano fino alla bandiera a scacchi. A completare il podio dell’edizione 2017 Valtteri Bottas. Quarto lo stesso Hamilton e quinta la Red Bull di Verstappen, protagonista di un tamponamento al via con il compagno di team Ricciardo.

I possibili protagonisti

La speranza di tutto il popolo Ferrari è quella di ripetere il risultato dello scorso campionato. A maggior ragione dopo la brutta battuta d’arresto di Hockenheim che ha causato il controsorpasso di Hamilton in vetta al mondiale. L’imperativo è quello di arrivare davanti al pilota inglese per ridurre un gap che ora parla di 17 punti. Nonostante il Campione del Mondo sia il recordman di vittorie sul circuito ungherese, la pista sembra sposarsi meglio con le caratteristiche della SF71H.

Attenzione però a non sottovalutare le chance della Red Bull che potrebbe rivelarsi l’ago della bilancia tra le due contendenti. L’Hungaroring è un circuito estremamente tortuoso in cui il motore conta meno del carico aerodinamico e Ricciardo e Verstappen hanno dimostrato a Montecarlo come le loro monoposto si adattino a meraviglia sui tracciati stretti e ricchi di curve lente.

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