I gol più belli di sempre dell’hockey su ghiaccio

Nei suoi oltre 100 anni di storia, l’hockey professionistico ha vissuto sulle grandi rivalità tra nazionali, squadre di club e singoli giocatori. Giocatori che molto spesso, con le loro imprese e i gol spettacolari, hanno scritto il destino dei propri team. Oggi parleremo proprio di questi gol: ecco le 5 reti più belle e importanti della storia dell’hockey su ghiaccio.

Steve Yzerman – 1996

Considerato uno dei più grandi capitani della storia della NHL, Steve Yzerman scelse gara 7 dei playoff della semifinale della Western Conference per segnare uno dei gol più importanti della sua carriera. Impegnato con i suoi Detroit Red Wings contro i St.Louis Blues, Yzerman si impadronì di un disco vagante nel secondo overtime, si fece tutta la zona neutrale e optò per la soluzione più difficile: un potentissimo tiro dalla distanza che finì dritto sotto la traversa del portiere Jon Casey lasciandolo immobile.

Viktor Arvidsson – 2016

Ancora Saint Louis protagonista, ancora una volta dalla parte “sbagliata” della storia. Nella gara contro i Blues, l’attaccante dei Nashville Predators, anche quest’anno tra le possibili sorprese dei pronostici di SportPesa per la vittoria della Stanley Cup, Viktor Arvidsson s’inventa un gol che merita di entrare di diritto in questa lista. Dopo aver nascosto il puck in mezzo alle gambe ecco il dribbling sull’avversario diretto e il tracciante imparabile alle spalle del goalie dei Blues. Un capolavoro di fantasia e freddezza.

Mike Eruzione – 1980

Uno dei gol icona della storia dell’hockey moderno. Si giocano le semifinali delle Olimpiadi Invernali del 1980 e lo scontro è quello tra USA e Unione Sovietica. Una gara con un significato che andava molto oltre il dato sportivo. Passata alla storia come “il miracolo sul ghiaccio”, la partita venne decisa dal gol del capitano statunitense Mike Eruzione. Non un gol da palati fini ma dal peso specifico incredibile: dopo sei vittorie nelle sette precedenti edizioni dei giochi i sovietici, tutti professionisti, cadono per mano di una rappresentativa formata da collegiali e amatori.

Alexander Ovechkin – 2006

Abilità, perseveranza e un pizzico di fortuna. Sono le doti che ha sempre avuto Alexander Ovechkin, uno dei più grandi marcatori della storia di questo sport. Nel 2006, però, nella sfida contro i Phoenix Coyotes, si superò: dopo aver dribblato un avversario perse momentaneamente l’assetto ma invece di cadere riuscì a rimanere in piedi, a spostarsi alla destra del portiere e a fulminarlo con un tiro di rara precisione completamente fuori equilibrio. Una magia di coordinazione e coraggio.

Paul Henderson – 1972 All’inizio degli anni ’70 le Nazioni dominanti a livello di Hockey erano Canada e Unione Sovietica. Per stabilire quale fosse la più forte, le due federazioni decisero di inaugurare le Summer Series, una serie di otto partite da giocare in entrambi gli Stati. I sovietici vinsero gara 1, i canadesi gara 2, gara tre finì in pareggio, le due partite successive andarono agli europei ma i nord americani rimisero le cose in parità in gara 6 e 7. Nell’ottavo scontro, quello decisivo, con un minuto da giocare nel terzo periodo, Paul Henderson perse una chance di spedire il disco in rete. Lo recuperò il compagno Phil Esposito che, marcato da due avversari riuscì comunque a lanciarlo verso la porta. Il tiro non sarebbe mai arrivato a segno se non fosse stato per Henderson che si rialzò in una frazione di secondo, lo recuperò e lo spedì alle spalle di Vladislav Tretiak regalando al Canada la definitiva vittoria.


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