Gli italiani e il calcio: un amore lungo oltre un secolo

Gli italiani e il calcio: un amore lungo oltre un secolo

Gli italiani e il calcio

4,6 milioni di praticanti e 1,4 milioni di tesserati. Sono i dati della FIGC riguardanti la diffusione del calcio in Italia nel 2018. Un numero incredibile che sottolinea ancora una volta come il pallone sia la disciplina più amata nello Stivale. Ma quali sono i motivi alla base di questa passione? E perché ancora oggi si continua a parlare di “60 milioni di ct della Nazionale”? Proviamo a scoprirlo.

I numeri e le spese del calcio

Partiamo dall’attualità. Una recente ricerca di mercato ha messo in evidenza che oltre un quarto degli italiani arriva a spendere circa 400 euro per il calcio durante l’anno. Spese suddivise tra gli abbonamenti per le squadre del cuore e quelli per le pay tv, ormai titolari della trasmissione esclusiva dei campionati più importanti. A queste si aggiungono anche gli investimenti fatti in gadget di calciatori e team e quelli per mandare i bambini alle scuole calcio. Numeri che rappresentano soltanto la superficie dell’immenso giro d’affari che sta dietro al mondo del pallone.

L’identikit del tifoso

Un altro recente studio ha invece identificato il profilo dell’appassionato di calcio italiano. L’amante del pallone è uomo e spesso giovane (la maggior concentrazione di praticanti o semplici fan si trova nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni), ma non sempre: la passione è diffusa in modo trasversale anche tra gli over 60. Meno costante la passione delle donne che infoltiscono le fila della categoria “tifoso occasionale” e che seguono soprattuto i grandi eventi come Mondiali ed Europei.

Il dato generale non fa che confermare quanto detto sopra: otto italiani su dieci, l’81% dichiarano di essere interessati al mondo del calcio. Numerosi anche i metodi di fruizione: c’è chi preferisce seguire le partite allo stadio, chi attraverso i media, tradizionali e digitali, chi tramite i pronostici delle scommesse online sul calcio di operatori come SportPesa, e chi segue la propria squadra del cuore anche in trasferta.

Perché il calcio è lo sport più amato?

Il primo, e forse più importante motivo, è che è lo sport più facilmente praticabile e comprensibile. Per improvvisare una partita di calcio servono un pallone e due pali, magari fatti con oggetti di fortuna (vedi gli zaini e le maglie per i ragazzi) e uno spazio aperto. Nulla di meno impegnativo. Il pallone, inoltre, ha poche regole e molto facili da capire: vince chi segna una volta in più degli avversari, senza strani calcoli di punteggio e regolamenti cervellotici. Ma soprattutto non richiede, per essere praticato almeno a livello amatoriale, doti fisiche fuori dalla norma (come succede per esempio nel basket o nella boxe, altri sport con poche regole ma molto più complessi).

Il secondo motivo è la storia. Fin dagli anni ’30 dello scorso secolo la Nazionale Italiana ha ottenuto successi a livello internazionale, così come le squadre di club. Vittorie che hanno contribuito alla diffusione del calcio in ogni classe della società, ispirando generazioni di ragazzini pronti a ripercorrere le imprese dei propri idoli e a sognare coppe e Palloni d’Oro. Tradizione, trofei e uno sfruttamento (corretto o meno) dei successi come veicolo promozionale: il giusto mix per fare del calcio lo sport nazionale italiano.

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