Giro delle Fiandre 2019: Bettiol riporta l’Italia sul trono dei Muri

Giro delle Fiandre 2019: Bettiol riporta l’Italia sul trono dei Muri

Giro delle Fiandre 2019: Bettiol riporta l’Italia sul trono dei Muri

Fino a ieri da professionista aveva vinto solo una corsa (la cronometro a squadre) alla Tirreno-Adriatico dello scorso anno e aveva conquistato la classifica a punti del Giro di Polonia 2016. Da oggi, però, Alberto Bettiol è entrato nella leggenda del ciclismo. E l’ha fatto dalla porta principale, vincendo il Giro delle Fiandre con un’azione in solitaria iniziata a 18 km dall’arrivo. La Classica dei Muri torna così per l’undicesima volta in Italia, a dodici anni di distanza dal successo del 2007 dell’ex Campione del Mondo Alessandro Ballan.

Giro delle Fiandre 2019: la cronaca

La prima parte di corsa è iniziata con la tradizionale fuga di giornata. Protagonisti Hugo Houle (Astana), Zico Waeytens (Cofidis), Kenneth Van Rooy (Sport Vlaanderen Baloise) e Jesper Asselman (Roompot Charles). Raggiunto il vantaggio massimo di dieci minuti, i quattro sono stati lentamente riassorbiti dal gruppo intorno ai 100 km dall’arrivo.
Qui il primo punto di svolta della gara. Sul Kapelmuur è arrivata la prima scrematura nel gruppo dei migliori di cui non faceva già più parte il campione uscente Terpstra, costretto al ritiro dopo una brutta caduta. Nei successivi 30 km scatti e controscatti (tra i protagonisti anche Yves Lampart e Tim Wellens) ma nessuno va a buon fine.
Sul primo passaggio al Paterberg (pendenza media del 12,9% e massima al 20,3%), altro colpo di scena: tentano la fuga in tre, Vandenberg, Vanmarcke e Asgreen. É l’inizio di una fase di corsa molto concitata con i capitani protagonisti. Tra gli altri hanno provato l’allungo Valverde, Van Aert, lo stesso Bettiol, Jungels e Matthews.
A 30 km dall’arrivo sono in testa Van Baarle, Vanmarcke e Asgreen. Sul Kruisberg provano a raggiungerli Jungels e Vand Der Poel che riportano sotto il gruppo. Si arriva così all’attacco del Vecchio Kwaremont dove con 15” di vantaggio sono rimasti Van Baarle e Asgreen, subito riassorbiti da una ventina di corridori fra cui Bettiol, Sagan, Van Avermaet, Van der Poel, Van Aert, Kristoff, Naesen, Valverde e pochi altri.

Mancano 18 km al traguardo quando Alberto Bettiol, alle pendici del Vecchio Kwaremont, decide di mettersi in proprio e tentare l’impresa solitaria. Il toscano riesce ad andarsene e dopo la scalata del Paterberg ha 18, preziosissimi, secondi di vantaggio. Da dietro il primo a intuire il pericolo è Van der Poel che allunga inseguito da un gruppettino con Van Avermaet, Naesen, Van Aert, Valverde, Sagan e Kristoff. Il 25enne di Poggibonsi, però, sfrutta le sue doti di ottimo cronoman e regge benissimo fino a raggiungere il traguardo in solitaria. Dietro di lui non c’è stato accordo nelle battute finali. Una tattica di gara che lo favorisce e gli permette di conquistare il primo storico successo in carriera.

L’ordine d’arrivo dell’edizione 2019

Alberto Bettiol ha firmato l’undicesimo successo azzurro nella storia del Giro delle Fiandre all’incredibile media di quasi 43 chilometri orari. A completare il podio il danese Agreen staccato di 14 secondi, e il norvegese Kristoff a 17‘’, davanti a 4) Van der Poel (Ola), 5) Politt (Ger), 6) Matthews (Aus), 7) Naesen (Bel), 8) Valverde (Spa), 9) Benoot (Bel), 10) Van Avermaet (Bel), 11) Sagan (Slk). Secondo italiano all’arrivo il Campione d’Europa Matteo Trentin, ventunesimo a 1’58’’.

Alberto Bettiol: la carriera del nuovo Leone delle Fiandre

Quella di Bettiol è una storia di talento, umiltà e grande tenacia. Dopo gli ottimi risultati, soprattutto a cronometro, collezionati da junior, il toscano passa professionista nel 2014 con la maglia della Cannondale. La chiusura dell’ultima squadra italiana World Tour, però, lo costringe a emigrare all’estero. Seguiranno stagioni da gregario in formazioni prestigiose come la Garmin e la Bmc, prima dell’approdo finale all’Education First. Dai vari campioni con cui si è trovato in gruppo, Bettiol, ha imparato presto l’arte del sacrificio e il giusto approccio alla vita da atleta d’élite. Così, dopo tanti piazzamenti a cavallo tra il 2017 e il 2018, è arrivata la svolta in questo 2019: il primo squillo è stato il secondo posto nella cronometro dell’ultima Tirreno-Adriatico arrivato davanti a campioni come Dumoulin, Dennis e Roglic. Il secondo, storico, nelle Classica dei Muri.

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