Djokovic US Open 2018: la vittoria finale e la corsa al numero uno ATP

Djokovic US Open 2018: la vittoria finale e la corsa al numero uno ATP

Djokovic US Open

Djokovic US Open 2018: la finale, la vittoria e la corsa al numero uno ATP

Sono bastati tre set a Novak Djokovic per avere la meglio a Flushing Meadows su un generoso Juan Martin del Potro. Il risultato finale recita 6-3 7-6(4) 6-3 e consente al serbo di mettere le mani sul suo secondo Major dell’anno, nonché terzo US Open e quattordicesimo slam in carriera. Nole affianca così una figura leggendaria come Pete Sampras e insegue sempre più da vicino gli altri due dominatori degli ultimi quindici anni: Roger Federer con 20 slam e Rafael Nadal a quota 17. Ma non solo: i 2000 punti assegnati dal torneo riaprono a tutti gli effetti la corsa al numero uno del ranking ATP.

La finale US Open 2018: Djokovic vs del Potro

Forse non poteva esserci finale migliore all’Arthur Ashe Stadium di New York. Da un lato il fuoriclasse serbo che punta a tornare il dominatore del circuito, l’uomo da battere. Dall’altro il grande campione sfortunato: Juan Martin del Potro, che dopo nove anni e innumerevoli infortuni al polso riesce a centrare una finale slam, proprio nel torneo che ama di più, gli US Open. Lo stesso torneo che nel 2009 lo consacrò campione, dopo che riuscì a battere Nadal in semifinale e Federer in finale.

L’atto conclusivo degli US Open parte con premesse epiche, ma nei fatti il risultato non è mai stato seriamente in discussione. Fino al 4-3 del primo set il match è abbastanza equilibrato, ma nell’ottavo game del Potro subisce un decisivo e inaspettato break. Djokovic ne approfitta per salire sul 5-3 e per assicurarsi poi il primo set.

Il gioco sale di livello e sembra essere tornato definitivamente Robonole. Djokovic è perfetto in risposta, fa recuperi mostruosi e non si risparmia con i vincenti, con palle angolate e imprendibili per l’argentino. Il serbo per alcuni game è ingiocabile, sale sul 3-1 e il match sembra aver preso una piega decisiva. Ma accade l’impensabile: delPo ottiene il controbreak, sale sul 4-3 ed è a questo punto che si gioca il game più lungo del match e – come ricorderà lo stesso Nole in una intervista post partita – forse il più lungo della carriera del serbo. Una piccola maratona di 22 punti giocati in oltre 20 minuti, vinta alla fine da Novak. In questa fase del Potro ha avuto le occasioni e il tennis per cambiare il corso della partita, che però prosegue senza troppi sussulti fino al tie break. Anche qui non mancano le chance per l’argentino, ma è Djokovic ad avere la meglio. Il serbo non si lascia sfuggire l’occasione e domina il terzo set, aggiudicandosi il trofeo degli US Open.

Il ritorno di Novak Djokovic

In pochi si sarebbero aspettati una seconda parte di stagione dominata da Novak Djokovic. Il tennista di Belgrado aveva iniziato l’anno con una eliminazione agli Australian Open per mano del giovane Chung, per poi proseguire con le uscite premature a Indian Wells e Miami. I tempi di recupero dell’operazione al gomito subita dopo lo slam australiano diventano così più incerti e, dopo i risultati di Indian Wells e Miami, in molti si chiedono se e quando Nole potrà tornare ai livelli che gli competono.

I sintomi più evidenti della ripresa si vedono agli Internazionali di Tennis di Roma, quando Novak riesce a centrare le semifinali, dove è fermato solo da Nadal. Al Roland Garros arriva per lui lo stop ai quarti di finale, dove Marco Cecchinato compie l’impresa della vita e riesce a eliminare l’ex numero uno del mondo. Inizia un periodo difficile per Nole e una scalata sulle Alpi francesi con la moglie gli dà l’ispirazione per andare avanti nei tornei su erba. Ed ecco arrivare prima la finale al Queen’s e poi la vittoria a sorpresa di Wimbledon. Il resto è storia recente: conquista per la prima volta il Masters 1000 di Cincinnati e il Golden Masters e scrive di nuovo il suo nome sull’albo d’oro degli US Open.

La corsa verso il numero uno del ranking

La corsa di Nole è appena iniziata. Con 14 slam si avvicina ai 20 di Roger e ai 17 di Rafa e quest’ultimo dovrà guardarsi le spalle nella corsa al numero uno di fine anno. Conquistando il suo secondo Major stragionale, il serbo si è portato in seconda posizione nella Race to London, a poco più di mille punti dallo spagnolo.

Visto l’infortunio rimediato in semifinale a Flushing Meadows, non è ancora chiaro se Nadal potrà partecipare ai tornei su cemento dello swing cinese, è certa invece la presenza di Djokovic al Masters 1000 di Shanghai. Nella sua programmazione 2018 Nole avrebbe eliminato tutti i 250 e 500 (salterebbe quindi il China Open di Pechino), mentre dovrebbe essere presente al Masters 1000 di Parigi. È inoltre qualificato per le ATP Finals londinesi, dove ci sono in palio 1500 punti.

La parte finale della stagione è insomma tutta da scrivere e vede il ritorno definitivo di Novak Djokovic come protagonista e come uomo da battere.

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