Convocazioni Per Il Mondiale: Cinque Sorprendenti Decisioni

Convocazioni Per Il Mondiale: Cinque Sorprendenti Decisioni

World Cup

Alla vigilia della cerimonia di apertura di Mosca, tutte le rose sono ormai definite e la maggior parte delle squadre sono già in Russia o almeno in rotta di arrivo. Ci sono state anche in questa edizione alcune scelte sorprendenti, a partire per esempio dalle decisioni di Gareth Southgate, C.T. dell’Inghilterra. Citiamo in questo articolo cinque incredibili scelte che hanno preceduto le recenti edizioni del Mondiale, incluso quello in corso!

1, La convocazione di Theo Walcott nel 2006

Sven-Goran Eriksson, era già stato ampiamente criticato per le sue tattiche prevedibili e per alcune discutibili selezioni durante il suo periodo come allenatore dell’Inghilterra, ma nessuno era preparato alla sensazionale decisione di reclutare l’allora diciassettenne Theo Walcott per far parte della squadra inglese al Mondiale 2006 in Germania.

L’attaccante adolescente era appena stato ingaggiato dall’Arsenal, quando è stato scelto per far parte della nazionale inglese e non aveva ancora neppure disputato partite di livello internazionale.

Altri esperti attaccanti della Premier League non furono convocati a causa dell’inclusione di Walcott, ma secondo l’allenatore svedese il giovane avrebbe aggiunto qualità e velocità alla panchina. Inoltre la partecipazione al torneo sarebbe stata una vantaggiosa esperienza per l’ex Southampton.

L’ attuale ala dell’Everton ha recentemente ammesso che la chiamata arrivò forse troppo presto per lui e vale comunque la pena notare che alla fine non giocò nemmeno un minuto di calcio durante il torneo in Germania, nonostante l’ approdo fino ai quarti di finale della nazionale dei Tre Leoni.

2, Diego Maradona lasciato fuori dalla selezione argentina per la Coppa del Mondo del 1978

Il successo dell’Argentina nel 1978 tra le mura amiche fa ormai parte della storia del calcio, ma uno dei momenti più controversi del torneo accade ancor prima dell’inizio della competizione.

Diego Maradona aveva solo 17 anni, ma era già il beniamino del calcio argentino per le sue fenomenali prestazioni per l’Argentinos Juniors. Fece il suo debutto internazionale nel 1977 e l’opinione pubblica già lo vedeva come il regista che avrebbe portato l’Argentina alla gloria, così come Pelé fece per il Brasile nel 1958, alla stessa tenera età.

Per questo motivo la decisione di Cesar Luis Menotti di lasciare Maradona fuori dalla rosa fu uno shock per il paese intero. L’allenatore sentiva che ci sarebbe stata troppa pressione sulla giovane stella nascente e avere sulle spalle la responsabilità di trascinare la squadra nel mondiale di casa avrebbe potuto danneggiare il giovane talento.

Alla fine questa decisione fu avvalorata dai risultati. L’ Albiceleste sollevò il trofeo a Buenos Aires, mentre Maradona avrebbe da lì a poco goduto di una delle più grandi carriere internazionali nella storia di questo sport, alzando anche lui al cielo il famoso trofeo nel 1986.

3, L’assenza di Mauro Icardi dalla lista di Jorge Sampaoli per il Mondiale 2018

Jorge Sampaoli è noto per il suo spiccato tatticismo e i giocatori passati dalle sue parti non sempre lo hanno facilmente interpretato. I risultati ottenuti con la nazionale cilena e con il Siviglia hanno comunque dimostrato i vantaggi del suo sistema.

Sampaoli ha preso in mano la nazionale argentina in un momento molto delicato delle qualificazioni, senza in verità migliorarne risultati e prestazioni, ma alla fine, anche grazie al solito Lionel Messi,     l’Albiceleste ha staccato il biglietto per la fase finale del torneo.

Messi ha trascinato quasi da solo i suoi compagni in Russia, eppure la decisione di Sampaoli di escludere Mauro Icardi dalla rosa ha sorpreso la nazione intera e non solo.

Forte di un’altra bella stagione con l’Inter, in cui ha segnato 29 gol in campionato, Icardi, ormai maturo ed all’ apice della sua carriera, sembrava una scelta appropriata.

Gli è stato preferito Gonzalo Higuain, che pur non essendo l’ultimo arrivato, non è certo noto per la sua capacità di brillare nei momenti di alta pressione; la decisione di ignorare il capocannoniere della Serie A potrebbe rivelarsi costosa, specialmente se Messi non dovesse trovare la sua forma migliore.

4, L’ esclusione di Paul Gascoigne da Francia 98

L’acume tattico di Glenn Hoddle non è mai stato in discussione durante il suo periodo come allenatore dell’Inghilterra, tuttavia le sue abilità manageriali sono state spesso criticate dai giocatori che hanno lavorato con lui durante quel periodo.

In vista del torneo del 1998, il gruppo inglese si diresse a La Manga per un test di allenamento pre-mondiale in cui Hoddle avrebbe definito la rosa che avrebbe portato in Francia. Comunicò le proprie decisioni chiamando i giocatori nel suo ufficio uno per uno, un approccio strano per il mondo del calcio.

Paul Gascoigne era ancora il talismano dell’Inghilterra, ma l’incertezza riguardante la sua forma fisica finì per mettere in discussione il suo posto in squadra. I compagni di squadra lo spronavano costantemente e giovani del calibro di Paul Scholes e David Beckham miglioravano di partita in partita, in pratica nessuno credeva veramente che “Gazza” sarebbe stato escluso.

Alla fine le notizie filtrate dalla Spagna confermarono l’esclusione del talentuoso centrocampista: Paul Gascoigne non avrebbe fatto parte della spedizione Mondiale.  La sua reazione fu tutt’ altro che pacata

“Era fuori di testa, sbraitava e imprecava. Si comportava come un uomo posseduto “, dichiarò Hoddle nel suo libro “Glenn Hoddle: The World Cup Story 1998 “.

Le cronache dell’epoca raccontano che il centrocampista, ai tempi in forza al Middlesbrough, aveva danneggiato una lampada da tavolo e un armadio per sfogare la sua rabbia, procurandosi anche un taglio alla gamba.

Sebbene rimanga una delle scelte più controverse nella storia del calcio recente, c’è da dire che la sua assenza in Francia fu quasi completamente offuscata dall’esplosione di Michael Owen.

5, Javier Hernandez incluso nella rosa del Messico per il Mondiale del 2010

Il 2010 fu un anno decisivo per la carriera di Javier Hernandez. Dopo essersi imposto a livello nazionale con il Guadalajara nella Primera Division del Messico, il Manchester United annunciò, che dopo il Mondiale 2010, avrebbe ingaggiato l’attaccante a titolo definitivo.

Nonostante le 12 presenze in nazionale prima del torneo, la selezione del brevilineo attaccante da parte di Javier Aguirre non era affatto una cosa scontata. Hernandez non era certo un novizio a livello internazionale, ma con veterani del calibro di Cuauhtémoc Blanco e Guillermo Franco, oltre alla giovane stella dell’Arsenal, Carlos Vela, tutti in ottima forma fisica, le chance di Chicharito sembravano ridotte al minimo.

Alla fine Chicharito sarebbe stato selezionato, divenendo uno dei protagonisti della Coppa del Mondo in Africa. Segnò nella vittoria per 2-0 del Messico contro la Francia nella seconda partita del girone e finì col ripetersi contro l’Argentina, partita che tuttavia sancì l’eliminazione della sua squadra dal Mondiale.

Sebbene il Messico fu eliminato prima di quanto avrebbe voluto, l’inserimento di Hernandez e le sue successive esibizioni avvalorarono le scelte del selezionatore.

Sir Alex Ferguson, dal canto suo, fu deliziato dall’ aver concluso l’affare prima che le quotazioni di Hernandez andassero alle stelle, grazie alle prestazioni al Mondiale in Sud Africa.

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