Calcio: 5 curiosità sull’Everton

Calcio: 5 curiosità sull’Everton

Calcio: 5 curiosità sull’Everton

L’Everton è uno dei club professionistici più antichi del mondo, vanta milioni di tifosi e ha in bacheca moltissimi titoli. Ma ci sono alcune curiosità sulle storia dei Toffies, in questa stagione sponsorizzati SportPesa, che non tutti conoscono. Andiamo a scoprirle.

Nascita e storia del logo

Il logo dell’Everton è stato ideato nel 1937 da Theo Kelly ed è costituito dalla Torre che domina il quartiere di Everton a Liverpool, da due corone di alloro, simbolo di vittoria, e dalla scritta latina “ Nil Satis Nisi Optimum” che significa niente è sufficiente se non il meglio. Al termine della stagione 2012-2013 la proprietà ne diffuse una nuova versione, episodio che fu così tanto contestato dai tifosi da convincere la società a fare retromarcia e a prendere la decisione di coinvolgerli nel progetto.

L’origine del soprannome Toffee

Il termine Toffee fu adottato dopo lo spostamento dello squadra nello stadio di Goodison Park nel 1892 e secondo la tradizione più conosciuta prende ispirazione dal negozio di dolciumi vicino allo stadio Mother Noblett’Toffee Shop, che rimaneva aperto anche nei giorni delle partite per offrire un punto di ritrovo a tutti i tifosi. Un’altra ipotesi altrettanto accreditata è quella legata alla tradizione che vedeva la Toffee Lady distribuire gratis sugli spalti il dolce tipico della città, il toffee.

Un club pieno di prime volte

Sono molte le innovazioni introdotte dai Toffee nel mondo del calcio, come essere la prima società a introdurre le reti nelle porte, costruire uno stadio solo per scopi calcistici e mettere le tribune su quattro lati del campo, installare il terzo anello. L’Everton è stata anche la prima squadra a introdurre la numerazione da 1 a 11. Infine ci sono i record a cui i tifosi sono più affezionati, che ne fanno la squadra con più partecipazioni alla Premier League, ben centosedici su centoventi, e prima ed unica ad avere un giocatore capace di segnare sessanta gol in campionato in una stagione.

Il derby tra campo, città e celebrità

Il derby di Liverpool è sicuramente uno dei più sentiti in Premier League, ma anche uno dei più corretti, tanto da essere denominato il Derby amichevole, caratterizzato dal non richiedere particolari misure di sicurezza. Molte infatti sono le famiglie che vivono il calcio in città divise tra blues e reds. Tra le curiosità più suggestive vi è quella sulla probabile fede toffee per tre dei Beatles. Se infatti sono esplicite le manifestazioni di affetto di Paul McCartney, alcuni indizi cosparsi nel tempo hanno più volte fatto credere che anche il cuore di George Harrison e John Lennon sia blu reale.

Kean non è il primo italiano dell’ Everton

Uno dei colpi più eclatanti del mercato estivo scorso è stato il passaggio dalla Juventus all’Everton di Mose Kean. Il giovane attaccante però non è il primo italiano a vestire la maglia dei Toffee e a cercare di guidarli verso la qualificazione alle coppe e alla conferma dei pronostici di SportPesa (clicca qui per le quote) che li vedono tra le prime otto forze del campionato. Il primo fu Marco Materazzi nel 1998, quando disputò una stagione collezionando trentatré presenze e due reti. Dopo di lui toccò a Alessandro Pistone trasferirsi a Liverpool, dove rimase dal 2000 al 2007, collezionando centrotre presenze e un gol e giocando con Wayne Rooney e Paul Gascoigne. A causa di infortunio nella stagione 2005-2006 viene chiamato a sostituirlo Matteo Ferrari che però collezionò solo otto presenze.

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