Autodromo di Monza: tutto quello che c’è da sapere su uno dei circuiti storici della F1

Autodromo di Monza: tutto quello che c’è da sapere su uno dei circuiti storici della F1

Autodromo di Monza tutto circuit storia di f1

L’Autodromo Nazionale di Monza, oggi denominato per motivi commerciali Monza Eni Circuit, è il terzo impianto permanente più antico della Formula 1 e del motorsport dopo quelli di Brooklands – ormai inutilizzato – e Indianapolis. Situato all’interno del Parco di Monza, ha ospitato 80 delle 88 edizioni disputate del Gran Premio d’Italia e sin dal 1950 è la sede della tappa italiana del Mondiale di Formula 1. Dal 1949 al 1968 si è corso sulla pista brianzola anche il Gran Premio delle Nazioni del Motomondiale.
Oggi, dopo le modifiche al circuito di Silverstone, il circuito di Monza è il più veloce tra quelli presenti nel calendario iridato: basti pensare che nel 2018 Kimi Raikkonen su Ferrari chiuse un giro in qualifica con il tempo di 1’19″119 per una media di 263,587 km/h.

Il circuito di Monza: la storia

Nella configurazione attuale il tracciato dell’Autodromo Nazionale di Monza è lungo 5.793 metri ed è composto da 12 curve. Tra le più antiche e conosciute della storia del motorsport, la pista è stata inaugurata nel lontano 1922 per volere dell’Automobile Club Milano e venne costruita in soli 110 giorni.

I primi layout del circuito

Il primo layout prevedeva una pista stradale lunga 5,5 chilometri con sette curve a cui si aggiungeva un circuito ovoidale di 4,5 chilometri con due curve sopraelevate. Le prime edizioni del Gp d’Italia, quindi, si corsero su un circuito lungo ben 10 chilometri. Le prime importanti modifiche vennero effettuate nel 1939. In quell’anno si decise di demolire l’anello e modificare la Curva del Vialone, determinando un allungamento fino a oltre 6 km. Terminata la Seconda Guerra Mondiale e completata la ricostruzione post-bellica, ci furono ulteriori cambiamenti alla configurazione.

Nel 1955 venne costruito il nuovo Anello di Alta Velocità che comprendeva anche una nuova curva Parabolica. Sei anni dopo si corse a Monza l’ultima edizione del Gran Premio d’Italia con la configurazione a 10 km mentre nel 1965 venne aggiunta una chicane all’ingresso della sopraelevata sud.

In concomitanza con i progressi tecnologici e motoristici, si arrivò nel 1971 a registrare una media di gara superiore ai 240 km/h. Decisamente troppi per gli standard di sicurezza garantiti al tempo. Si decise così di apportare ulteriori modifiche per rallentare la pista. Dopo alcuni anni caratterizzati dalla presenza di chicane provvisorie, nel 1976 vennero costruite tre varianti permanenti che caratterizzano il tracciato ancora oggi: sul rettilineo dei box, alla curva della Roggia e alla curva Ascari.

Autodromo di Monza oggi: le modifiche più recenti

Ulteriori modifiche per aumentare la sicurezza del circuito di Monza vennero effettuate nel biennio 1994-95, nel 2000 e nel 2014. Interventi che portarono al rifacimento della variante dei box (oggi variante Goodyear), di quella della Roggia, della curva Grande e delle due curve di Lesmo. Contemporaneamente vennero realizzati nuovi e più grandi box. Negli ultimi vent’anni si è lavorato ulteriormente alla diminuzione dei rischi: con questo obiettivo nel 2007 arrivò un nuovo asfalto per la via di fuga della Roggia, nuovi cordoli per la stessa variante e per la Goodyear, e un miglioramento del manto stradale nel tratto di percorrenza della Parabolica.

I tratti più belli del circuito di Monza

Il tracciato di Monza è da sempre uno dei più tecnici e difficili della F1. Un tracciato in cui sono fondamentali la potenza del motore, il setup meccanico e l’abilità in frenata del pilota che deve essere sempre attento e pronto nel passare da tratti che superano i 350 km/h a chicane e curve a bassa velocità di percorrenza. Nel tempio della velocità le monoposto corrono con pochissimo carico aerodinamico e le scuderie si presentano con soluzioni estreme e non ripetibili sugli altri tracciati del Mondiale. Un unicum del circuito di Monza le cui curve hanno fatto la storia del motorsport mondiale.

La variante della Roggia

La prima difficoltà che i piloti devono affrontare dopo la partenza è la variante della Roggia: superato il rettilineo iniziale e percorsa in piena velocità la curva Biassono, si arriva a circa 325 km/h ad affrontare questa doppia svolta sinistra-destra da seconda-terza marcia. Obiettivo quello di mantenere una traiettoria più larga possibile per sfruttare la ripresa necessaria ad approcciare le due successive curve di Lesmo. Negli ultimi anni il nuovo asfalto della via di fuga ha impedito ai piloti di tagliare troppo la traiettoria.

Lesmo 1 e Lesmo 2

Superata la variante della Loggia vanno affrontate due delle curve più difficili della pista. La Lesmo 1 è una svolta a destra da percorrere in quarta marcia a media velocità e con uscita cieca. Fondamentale non perdere il punto di corda del centro curva per non uscire in controsterzo fuori dal tracciato. Mantenuta la giusta traiettoria si arriva alla Lesmo 2, seconda curva a destra consecutiva da media velocità. Qui a contare è l’abilità del pilota a far scorrere il mezzo verso l’esterno e a mantenere allo stesso tempo una velocità elevata per affrontare al meglio la successiva variante Ascari.

La variante Ascari

L’Ascari è uno dei simboli del circuito di Monza. Si arriva a 340 km/h prima di frenare per una svolta repentina a sinistra da percorrere in quarta. Da lì seguiranno tre curve sinistra-destra-sinistra in rapidissima successione che portano al rettilineo opposto ai box. Determinante il setup meccanico delle monoposto che consente di affrontare al meglio l’uscita verso il rettilineo che porta alla Parabolica. La variante Ascari è uno dei punti in cui è più facile tentare il sorpasso e in passato è stata teatro di alcuni dei duelli più belli della storia della Formula 1.

La Parabolica

Dopo il rettilineo di uscita dell’Ascari ancora fiato sospeso per la Parabolica. Qui a contare sarà il coraggio dei piloti che dovranno affrontare questa lunghissima svolta a destra con raggio variabile in cui si arrivano a toccare i 340 km/h. Difficilissima anche la successiva frenata che porta le auto a scalare in quarta e a diminuire la velocità fino ai 180-190 km/h.

I record della Formula 1 a Monza

Con il tempo di 1.19.119 realizzato con la Ferrari nel 2018, Kimi Raikkonen detiene il primato per il giro più veloce in qualifica.

In gara, invece, il record resiste dal lontano 2004 e appartiene a Rubens Barrichello che in quell’edizione del Gran Premio d’Italia fermò il cronometro sull’1:21.046.

I piloti ad aver registrato il numero più alto di vittorie a Monza sono Michael Schumacher e Lewis Hamilton entrambi a quota 5 successi. Dietro di loro i 4 trionfi di Nelson Piquet e i 3 di Nuvolari, Ascari, Fangio, Moss, Peterson, Prost, Barrichello e Vettel. Tra i costruttori il record di vittorie è ancora detenuto dalla Ferrari a 18. Dietro la Scuderia di Maranello staziona la McLaren con dieci vittorie.
Negli ultimi anni il circuito di Monza è stato terreno di conquista della Mercedes che vanta una striscia aperta di 5 successi consecutivi: uno di Nico Rosberg e quattro di Lewis Hamilton.

Il circuito di Monza: la mappa e come arrivare

L’Autodromo Nazionale di Monza è facilmente raggiungibile con ogni tipo di mezzo. Per chi opta per auto e moto ci sono vari percorsi. Punto di riferimento è sempre la Superstrada Milano-Meda che porta all’innesto con la tangenziale Nord e all’uscita Parco di Monza.

Mappa del Circuito di Monza (Google Maps)

Per chi arriva in auto, ma anche in treno o in bus, sarà utile questa mappa dell’autodromo di Monza (Google Maps):

I collegamenti in treno e in autobus

Per chi scegli il treno la fermata è quella della stazione di Monza, posta sulla linea Milano Chiasso e raggiunta dalle linee ferroviarie suburbane S8, S9 e S11. La stazione dista dal circuito circa 6,6 km ed è raggiungibile sia in autobus che a piedi. La città di Monza non è dotata di un servizio di metropolitana, ma è sempre possibile usufruire della linea 1 della Metropolitana Milanese, scendere alla fermata Sesto 1° Maggio FS e da lì prendere l’autobus Z221 con direzione Monza.

Due i collegamenti in Autobus: il collegamento Monza-Vedano con il bus 204 che parte da Corso Milano e porta fino all’ingresso A dell’Autodromo di Vedano e il collegamento Monza-Biassono che sempre da Corso Milano conduce fino all’ingresso B della pista.

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