ATP Miami: Federer immortale, vince il 101esimo trofeo in carriera

ATP Miami: Federer immortale, vince il 101esimo trofeo in carriera

Federer at ATP Miami 2019

Roger Federer raggiunge quota 101 tornei vinti e minaccia sempre più seriamente il primato del mitico Jimbo Connors. Il campione elvetico si è infatti aggiudicato il prestigioso masters 1000 di Miami, sconfiggendo in finale il campione uscente, lo statunitense John Isner.

La finale e il torneo di Federer

In una sfida a senso unico condizionata anche da un problema fisico di Isner, che però eroicamente non ha voluto dare forfeit e privare il pubblico della possibilità di assistere al match, King Roger ha dominato il primo set portato a casa con un perentorio 6-1. Nel secondo parziale il bombardiere statunitense ha servito meglio ma non è riuscito comunque ad evitare di subire un break che lo ha condannato alla sconfitta per 6-4.

Durante la settimana Federer aveva dichiarato che gioca solo per il divertimento di farlo e non pensa al record di Connors, ma è ormai evidente a tutti che se continuerà in questo stato di forma potrebbe riuscire a raggiungerlo nel 2020, fisico permettendo; o addirittura anche prima se il tennista svizzero decidesse di “abbassarsi” a giocare anche qualche torneo ATP 250. Se inoltre non avesse incontrato un Thiem stellare in finale ad Indian Wells Federer avrebbe potuto festeggiare il sunshine double − ovvero vittoria dei due mille americani primaverili − anche nel 2019, dopo esserci riuscito a già nel 2017.

Impressionante un dato della finale, anche se un po’ falsato dalla cattiva condizione fisica di Isner: Federer ha concesso solo tre punti sul suo servizio, e uno è stato un doppio fallo. Sicuramente una partita a senso unico.
Il cammino di Federer è stato quasi perfetto, il tennista elvetico ha infatti concesso solo il primo set giocato nel torneo − contro il rumeno Albot − e poi non ha più perso nemmeno un set. Per aggiudicarsi il torneo ha sconfitto nell’ordine: Radu Albot, Filip Krajinovic, Daniil Medvedev, Kevin Anderson (altro bombardiere regolato con un perentorio 6-0 6-4), Denis Shapovalov e infine John Isner.
Curiosità del torneo: Isner è arrivato in finale senza perdere nemmeno un set, e dei 10 set giocati per raggiungere la finale ne ha vinti ben 9 al tiebreak.

Il cammino di Federer dopo Miami

Il tennista elvetico ha più volte dichiarato di sentirsi molto bene fisicamente, pertanto quest’anno giocherà anche sulla terra battuta, e per la gioia degli appassionati lo rivedremo in campo, salvo imprevisti, al masters 1000 di Madrid, dove si potrà finalmente vedere quali sono le sue possibilità anche su una superficie più lenta come la terra battuta.

Dopo il torneo Federer consolida il suo quarto posto nella classifica mondiale a quota 5590 punti. La prima posizione occupata da Novak Djokovic è al momento fuori portata. Il serbo ha infatti la bellezza di 11070 punti e ne ha pochi da difendere fino a Wimbledon. Federer è però al momento primo nella classifica Race, e pertanto se dovesse riuscire a tenersi su questi livelli per tutta la stagione non è detto che a fine anno non ci scappi la sorpresa.

Gli italiani nel torneo di Miami

Venendo al capitolo italiani in gara il torneo di Miami vedeva un tabellone piuttosto ricco: erano ben quattro i nostri connazionali nel main draw: Fognini, Berrettini e Cecchinato più Sonego che aveva superato brillantemente le qualificazioni. Purtroppo però, come spesso accade, il torneo è stato avaro di soddisfazioni. Fognini e Cecchinato, che partivano come teste di serie sono riusciti a passare due turni (il primo un bye per entrambi). Fognini ha sconfitto l’argentino Andreozzi per fermarsi poi contro il solido spagnolo Roberto Bautista Agut. Cecchinato dopo il bye al primo turno ha avuto l’ulteriore fortuna di una vittoria per walkover, ma non appena ha messo piede in campo è stato subito sconfitto dal belga Goffin.

Berrettini non è riuscito a superare il polacco Hurkacz in un primo turno che forse poteva essere alla sua portata, mentre Sonego è riuscito a sconfiggere Martin Klizan all’esordio per poi soccombere contro John Isner al secondo turno.

Il torneo femminile: la vittoria di Barty

Nel tabellone femminile si è imposta l’australiana Ashleigh Barty, che ha sconfitto in finale la ceca Karolina Pliskova. Con questa vittoria la giovane australiana entra in top ten per la prima volta in carriera. Torneo abbastanza anonimo per Naomi Osaka, che salva per un soffio la prima posizione mondiale grazie alla sconfitta in semifinale di Simona Halep. Alla rumena sarebbe bastato raggiungere la finale per tornare in vetta alla classifica WTA.

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